CISITALIA D46 D46 1955

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Fiche technique

Année
1955

La description

CISITALIA D46 D46

LALIN è la prima imbarcazione non a vela di grande prestigiocostruita dopo la seconda guerra mondiale dal cantiere.

Negli anni precedenti, escludendo le barche costruite durante la guerra a Riva Trigoso (bettoline volute dai tedeschi e regolarmente bombardate dagli alleati, gozzi da pesca e l'imponente SOLARO I commissionato dalla Curia di Genova per trasferire in terra promessa un nutrito numero di ebrei) ed escludendo PRIMERO (varato dal cantiere a Rapallo alla fine degli anni trenta che misurava …... e che fece servizio turistico nel golfo Tigullio per quasi cinquant'anni approdando poi ad Ustica dove ancora oggi svolge lo stesso servizio per una associazione di sport subacqueo) il cantiere aveva infatti costruito poche altre unità a motore e di piccole dimensioni, la maggior parte destinate ad un utilizzo commerciale e lavorativo (pesca e trasporto materiali). Le altre altrettanto in piccola quantità erano destinate al diporto, erano in prevalenza piccole lance a remi, gozzetti per appassionati pescatori dilettanti e qualche piccolo motoscafo tipo i nostri odierni day cruiser. 

E proprio le linee di PRIMERO, che aveva dimostrato doti di affidabilità e stabilità visto il mestiere che esercitava, servirono di ispirazione ai fratelli Cesare e Piero per progettare e costruire per l'amico Lino Cattaneo questo splendido motor yacht. 

Erano passati dieci anni dalla fine della guerra e l'economia stava ripartendo alla grande. E LALIN quando scese in mare rispecchiava in pieno questo concetto di rinascita e di grande ottimismo... era elegantissima, sfavillante con tutte quelle sue cromature e quel mogano verniciato a coppale delle sue sovrastrutture!

L'imbarcazione è stata interamente costruita in legno utilizzando quanto di meglio si poteva trovare sul mercato, consentendole di arrivare ai giorni nostri pressoché integra. 

Venne utilizzato mogano, per il fasciame (oltre 30 mm. di spessore), per gli interni e per le imponenti sovrastrutture. 

Coperta in doghe teak su bagli in frassino 

Le strutture interne furono realizzate con i legni più facilmente reperibili per l'epoca, olmo, rovere, acacia, da notare che già allora veniva ampiamente utilizzata la tecnica del legno lamellare e che il fasciame dello scafo era già incollato e non semplicemente inchiodato e calafatato. 

Alberello e bigo da carico furono realizzati in silver spruce... e ancora fanno bella mostra di sé, brillando sotto le canoniche 12 mani di vernice trasparente.

Tutto ciò sta a dimostrare che, anche dopo più di mezzo secolo, le buone barche, se accudite con amore e sapienza, possono dare ancora tanto a chi le possiede! 

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